ARTISTA: Marco Mengoni
TITOLO: Giornate Perse
ETICHETTA: Epic
EDIZIONI: No Comment Opificio Musicale, Universal Music Publishing, Sugar Music Publishing, Double Trouble, Jet Music Publishing Srl, Music Union Srl
CASA DISCOGRAFICA: Sony Music Entertainment
AUTORI: Edwyn Roberts, Giovanni Pallotti, Vanegas, Jacopo Ettorre, Marco Mengoni
GENERE: Pop
ISRC: ITTIP2600001
RADIO DATE: 09/10/2026 — IN ROTAZIONE SU RADIO SOUND
Publishing, Double Trouble, Jet Music Publishing Srl, Music Union Srl
Sony Music Entertainment
Produttore artistico
Marco Mengoni, Giovanni Pallotti, Vanegas
Edwyn Roberts, Giovanni Pallotti, Vanegas, Jacopo Ettorre, Marco Mengoni
Pop
ITTIP2600001
09/10/2026
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MARCO MENGONI
In e in digitale da oggi il nuovo singolo
“GIORNATE PERSE“
Da oggi è in e disponibile in digitale “Giornate perse” (Epic
Records Italy / Sony Music Italy), il primo singolo del nuovo progetto
discografico di Marco Mengoni. Un brano che nasce tra attese, silenzi e
pensieri che si affollano, momenti in cui il tempo sembra fermarsi mentre
tutto intorno continua a correre.
“Giornate perse” racconta del silenzio che lascia spazio a pensieri che
si accavallano, ricordi e domande. È l’attesa del cambiamento, dopo un
periodo complesso. Un brano che nasce anche dalla consapevolezza che la
propria voce deve essere usata con onestà e come mezzo di comunicazione
senza subire influenze o costrizioni dal mondo esterno, senza farsi dettare
cosa sia giusto e cosa sbagliato.
Fragilità e consapevolezza convivono così
in un brano dal pop sofisticato, caratterizzato da una scrittura intima che
fa dialogare Marco con sé stesso e attraversato dalla sensibilità della
tradizione cantautorale italiana, con particolare riferimento a Lucio
Dalla, da sempre un punto di riferimento per Mengoni; un omaggio al
cantautore bolognese, alla sua scrittura e al suo mondo.
“Giornate perse“
è scritta da Marco Mengoni e Jacopo Ettorre, con la composizione di
Giovanni Pallotti. Vanegas ed Edwyn Roberts, prodotta da Giovanni Pallotti
e Marco Mengoni e co-prodotta da Vanegas.
Ascolta Marco Mengoni su Radio Sound
Richiedi “Giornate Perse” o altre canzoni, tramite WhatsApp al numero 333 75 75 246 – SCRIVI e RICHIEDI
Le date dal vivo
Sul piano sonoro, il brano nasce dall’incontro di una dimensione acustica,
costruita con strumenti suonati dal vivo, e una produzione che restituisce
un suono contemporaneo. Una scelta che anticipa anche la direzione musicale
delle 26 serate di Marco Mengoni Allo Sbagliato, dove l’artista porterà
in scena uno show unico, che affonda le radici nel soul e nel blues,
interamente suonato dal vivo, senza sequenze, click o altre componenti
digitali.
Nella scaletta del tour
Spariscono anche gli in-ear, tutto per annullare qualsiasi
barriera con il pubblico, posizionato attorno all’area di esibizione, senza
palchi, transenne o altro a dividerlo da Mengoni e gli 11 elementi che lo
accompagnano; senza una scaletta precisa, ma tanta improvvisazione e tanto
“vivere il momento”, comunicando attraverso la musica stati d’animo e
sensazioni nell’istante in cui vengono vissute.
Il brano arriva a pochi giorni dall’annuncio di Allo Sbagliato, il nuovo
spazio milanese con Marco Mengoni alla direzione creativa.
Le date di novembre
Per sette
settimane, dal 5 novembre al 19 dicembre, l’off line club ospiterà una
lunga residency di Mengoni da 26 show e, a completare il cartellone, quando
il cantautore non sarà sul palco, serate di comedy con la coppia Nuzzo e Di
Biase, ospiti internazionali come Benjamin Clementine in versione voce e
piano, e ancora la new wave italiana con Faccianuvola, Angelica Bove,
Settembre, prima stanza a destra, Gioia Lucia, Il Maestrale, Mazzariello,
Anna and Vulkan, Primogenito, Matsby, e incursioni jazz di Sayf, la stand
up raffinata di Luca Ravenna, Stefano Rapone, Sandro Canori, Fill Pill,
Pietro Sparacino e alcuni nomi della scena femminile Carlotta Spallino,
Chiara Pagliaccia, Cecilia Forastieri, Giulia Cerruti.
Una dj night con
MACE, Clap! Clap! e un reading con Federico Buffa dedicato proprio a Lucio
Dalla “Il futuro è tra mezz’ora”.
Serate uniche, una diversa dall’altra, da vivere off-line: all’ingresso
il telefono verrà, infatti,riposto in una custodia richiudibile, perché qui
conta il momento, da vivere fino in fondo. Al pubblico è richiesto solo di
essere presente e portarsi a casa il ricordo di un’esperienza “felicemente
sbagliata”. I biglietti sono disponibili su livenation.it/allosbagliato
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A Sanremo
Marco Mengoni è tra i protagonisti assoluti della scena musicale
italiana. In 17 anni di carriera ha superato i 3 miliardi di stream audio e
video, conquistato 86 dischi di platino, pubblicato 8 album in studio e
portato 10 tour live in Italia e in Europa. Ha vinto due volte il Festival
di Sanremo e ha rappresentato l’Italia in due occasioni all’Eurovision Song
Contest, affermandosi come una delle voci più riconoscibili e influenti
della musica italiana contemporanea.
Nel 2025 è stato premiato come
l’artista con il maggior numero di biglietti venduti. Al termine di un tour
che ha raccolto oltre 670mila spettatori tra stadi e palazzetti italiani e
arene europee.
Video: Marco Mengoni – Giornate Perse
Marco Mengoni – Giornate Perse

Testo – Lyrics: Marco Mengoni – Giornate Perse
Non ti rivedrò
Ci sono troppi muri intorno
E se mi mancherai
Non è quello che voglio
Sento i vetri in gola
Spero cambi tutto, spero cambi
Ora, Marco, non pensare
Fai silenzio in questa stanza
Che non è niente, e non è niente
E non fate caso a quello che dico ultimamente
Sono cazzate, non perle
Sono giornate perse
A starmene in coda da solo, sempre
Facendo finta che non
Che non sia successo niente
C'è ancora troppo vuoto intorno a me
L'avresti detto mai (che)
Che ci vuole coraggio a non avere coraggio
E ammetterlo a se stessi
Ogni mattina nello specchio in bagno (ti sento ancora)
Non so nemmeno con chi sto parlando (per quel che vale)
Non so più se ci siamo visti ieri (non ricordo)
O se è passato quasi più di un anno
Ora, Marco, non pensare
Fai silenzio in questa stanza
Non esisti per nessuno
Urli, ma non è abbastanza
Che non è niente, e non è niente
E non fate caso a quello che dico ultimamente
Sono cazzate, non perle
Sono giornate perse
A starmene in coda da solo, sempre
Facendo finta che non
Che non sia successo niente
Non è successo niente
Che bello l'attimo in cui l'uragano smette
Da lontano sento solo i freni delle biciclette
Si calma il fiume di pensieri che fa debordare la volta celeste
I portaceneri di sigarette
Adesso fai un respiro e corri verso il mare
Copri la luna con le dita e fatti trasportare
Ora, Marco, non ti serve più il silenzio in quella stanza
Che non è niente, e non è niente
E non fate caso a quello che dico ultimamente
Sono cazzate, non perle
Sono giornate perse
A starmene in coda da solo, sempre
Facendo finta che non
Che non sia successo niente
Traduzione
Significato
L'uscita del singolo
In questo brano, Marco Mengoni affronta il peso della solitudine e della separazione. Il testo descrive muri emotivi insormontabili e un dolore fisico, simile a vetri in gola. Il protagonista si ritrova chiuso in una stanza. Cerca disperatamente di imporre il silenzio ai propri pensieri.
Il ritornello di Giornate Perse racconta il tentativo di minimizzare la sofferenza. Si fa finta che non sia successo niente. Il tempo sembra sprecato ad aspettare da soli, immersi nella noia quotidiana. Le parole dette agli altri perdono valore, liquidate come semplici sfoghi senza importanza.
La confessione davanti allo specchio
La canzone tocca poi il tema della vulnerabilità più autentica. Guardandosi allo specchio, emerge la fatica di accettare le proprie debolezze. Ci vuole coraggio ad ammettere di non averne affatto. La mente si confonde tra ricordi recenti e passati, mentre il senso di isolamento cresce.
Nella parte finale arriva finalmente una tregua interiore. L’uragano emotivo smette di colpo di fare rumore. Tornano i piccoli suoni della realtà quotidiana, come i freni delle biciclette in lontananza. Il caos della mente trova un attimo di respiro e di tregua.
Il respiro dopo la tempesta
La chiusura invita a lasciarsi andare e a correre verso il mare. Il silenzio della stanza non serve più come difesa. Rimane però la cicatrice della nostalgia. Si torna a fingere con il mondo esterno, proteggendo ciò che fa ancora male.
