ARTISTA: Willie Peyote
TITOLO: Non C'è di Che
ETICHETTA: Emi
CASA DISCOGRAFICA: Universal Music Italia S.r.l.
AUTORI: Lyrics By Guglielmo Bruno Music By Simone Eleuteri Music By Stefano Genta
GENERE: Pop
ISRC: IT97U2600012
RADIO DATE: 25/09/2026 — IN ROTAZIONE SU RADIO SOUND
Peyote, infatti, ha conquistato pubblico e critica grazie a una scrittura
capace di intrecciare cantautorato, rap e sguardo critico sul presente con
ironia e personalità.Questo il calendario del tour prodotto e organizzato
da Live Nation 6:
10 ottobre – NONANTOLA (MO) VOX
20 ottobre – MILANO FABRIQUE
23 ottobre – MOLFETTA (BA) EREMO CLUB
24 ottobre – NAPOLI CASA DELLA MUSICA
27 ottobre – BOLOGNA ESTRAGON
SOLD OUT28 ottobre – BOLOGNA ESTRAGON NUOVA DATA
30 ottobre – FIRENZE TEATRO CARTIERE CARRARA
31 ottobre – ROMA ATLANTICO
3 novembre – VENARIA REALE (TO) TEATRO CONCORDIA
SOLD OUT4 novembre – VENARIA REALE (TO) TEATRO CONCORDIA NUOVA DATA
7 novembre – PADOVA HALL
SOLD OUTCome ha raccontato lo stesso Peyote annunciando l’uscita sui
suoi social, “ANATOMIA DI UNO SCHIANTO PROLUNGATO ha una ispirazione
cinematografica, è anche un po’ un ossimoro perché in fondo viviamo in
un periodo pieno di contraddizioni in cui tutto sembra andare verso la
fine senza mai arrivarci davvero, si parla di fine delle ideologie,
tramonto della civiltà occidentale, crollo del sistema capitalistico, morte
del pianeta e talvolta addirittura estinzione della razza umana ma poi, pur
difronte ad un costante evidente peggioramento, tutto rimane ancora in
piedi.
Il racconto
La parola anatomia invece, oltre a richiamare a titoli
cinematografici, vuole anche indicare la metafora della lenta e inesorabile
“caduta” del corpo umano nel processo di invecchiamento che si manifesta
dal superamento dei 40 anni in poi, affiancando al discorso generale quello
particolare e personale dell’autore”.
L’album contiene “BURRASCA”, brano arrivato ad un anno dall’ultima
partecipazione del rapper e cantautore torinese al Festival di Sanremo
con “Grazie
ma no grazie”, canzone che rappresenta un ulteriore step di maturità e
consapevolezza artistica per Peyote.
L’artista, infatti, per questo brano mette da parte la sua vena più cinica
e di analisi critica della realtà che ci circonda per dare vita ad una
lieve ballata voce e chitarra, come un messaggio in una bottiglia affidato
al mare: “
abbiamo bisogno di avere qualcuno accanto a cui aggrapparsi quando il mare
è in burrasca, quando il mondo intorno fa paura”.Nel disco ha trovato
spazio anche “IN CERCA DI UNO SCHIANTO”, brano inedito inserito nei
titoli di coda del documentario WILLIE PEYOTE – ELEGIA SABAUDA scritto e
diretto da Enrico Bisi che è appena stato presentato nei cinema italiani (
“Questo brano chiude il documentario “ELEGIA SABAUDA” e apre il disco
fungendo da collegamento tra il capitolo precedente appena concluso e
l’inizio del successivo.
I dettagli
C’è una citazione di “Tutti i miei sbagli” dei
Subsonica nel ritornello come tributo ai 30 anni della Band, amici ma
soprattutto mentori da sempre per me”).La terza traccia del disco,
“SAPORE DI MARSIGLIA” è un brano ritmato basato su un riff di basso funk e
interventi di ottoni ma con un ritornello che apre con sonorità vagamente
disco. “Cielo grigio e caschi blu” per fotografare la militarizzazione del
quartiere Vanchiglia a Torino.
La successiva “MI ARRENDO” con BRUNORI SAS arriva come un flusso di
coscienza sulle note malinconiche di un pianoforte. Quando la sensazione è
quella di essere ormai a un passo dalla resa, la voce e la penna di Brunori
Sas invitano a reagire anche se “con i tempi che stanno correndo forse ci
conviene nasconderci bene”.
“Un grande onore – ha raccontato Willie –
condividere questo brano con il cantautore che forse meglio di tutti
rappresenta l’incontro tra la musica indie e la grande tradizione italiana,
un vero e proprio punto di riferimento per me nel panorama italiano”.Anche
“CHE CALDO FA A TESTACCIO” ha un ospite, NOEMI e Willie ha raccontato:
“
forse il più chiaro riferimento agli anni 90 e al rap di quel periodo di
tutto il disco, scritta nel caldo torrido di luglio a Testaccio.
Il seguito
Nessuno
meglio di Noemi avrebbe potuto dare questi colori caldi e soul al
brano.L’album,
che divide meglio che in passato il lato più emotivo di Willie e quello più
battagliero trova, in “LUIGI” un altro episodio di critica dopo quello
di “Sapore
di Marsiglia”: “LUIGI
è una provocazione prendendo spunto dalla figura di Luigi Mangione che è
diventata contemporaneamente un meme ma anche un simbolo di lotta al
turbocapitalismo.
Un brano rap come nei primi dischi sul fatto che “la
guerra di classe c’è stata e l’hanno vinta i ricchi” per citare Barbero.”Le
ultime tracce si muovono tra “COME SE” (un sound neosoul sul quale la
band che accompagna Willie riesce a dare il meglio di sé, per mantenere la
sensazione più live possibile come nei concerti) e “KILL TONY” (cassa
dritta e barre, più uno skit che un brano vero e proprio.
Acidità UK nelle
chitarre e nei synth) e l’ultima delle collaborazioni del disco,
quella con JEKESA
con cui Willie in passato aveva già collaborato, in “AIRB&B” dove il Rap
italiano arriva in purezza strizzando l’occhio agli anni 90.
Il disco si chiude con “PREFERISCO NON SAPERE”. La traccia su cui
scorrono i titoli di coda sull’immagine del cratere della copertina del
disco.
Lo sguardo
L’album è figlio anche del lavoro di Peyote sul documentario “WILLIE
PEYOTE – ELEGIA SABAUDA” (disponibile su MUBI) un ritratto caleidoscopico
dell’artista attraverso la sua quotidianità fatta di musica, di amicizie,
incontri, pensieri e prese di posizione scomode nella sua amata Torino. Un
film intimo che rappresenta in maniera per nulla celebrativa un modo
autentico e coerente di stare nello showbusiness.
Attraverso materiali
inediti, scene di vita quotidiana e live, il documentario intreccia le
passioni più autentiche di Willie: il legame viscerale con Torino e il
Toro, la ricerca ostinata di un linguaggio politico e sociale dentro e
fuori dai palchi, e la costante tensione a restare fedele a sé stesso.
Il risultato è un ritratto umano, divertente e privo di convenzioni, che
restituisce l’essenza di un artista capace di coniugare l’energia del rap
con testi di grande forza sociale e civile.
Nato a Torino nel 1985, Willie Peyote (Guglielmo Bruno) è una delle voci
più originali e innovative della scena musicale italiana. Autore di sei
album, collaborazioni con artisti come Subsonica, Samuel, Ditonellapiaga e
Jake La Furia, premi e riconoscimenti (tra cui il Premio della Critica Mia
Martini di Sanremo) ha saputo unire rap, rock e indie in un linguaggio
personale e ironico, sempre attento ai temi sociali.
Ascolta Willie Peyote su Radio Sound
Richiedi “Non C'è di Che” o altre canzoni, tramite WhatsApp al numero 333 75 75 246 – SCRIVI e RICHIEDI
Video: Willie Peyote – Non C'è di Che
Willie Peyote – Non C'è di Che
Testo – Lyrics: Willie Peyote – Non C'è di Che
Uh-uh, uh-uh
Scrivo a notte fonda
Mentre sta nave affonda
Contro un muro di gomma
Non serve tu risponda
Per dirmi cosa non va
Per dirmi cosa conta
Adesso cosa conta?
Indietro non si torna più
Ma tranquilla, non verrò a suonarti il campanello
Con la scusa "a casa tua ho lasciato questo o quello"
È stato bello e ogni ricordo lo conservo
Non ho spazio per rancore né risentimento
(You're welcome)
E le foto dei tuoi viaggi
I vinili che hai portato dall'America
(Non c'è di che, tienili te)
E l'accappatoio a scacchi
Il cibo per i gatti e la domenica
(Non c'è di che, tienili te)
E quello stronzo di tuo padre
Che se mi vede poi mi evita
(Non c'è di che, tienili te)
Per tutto ciò che non abbiamo fatto
Ogni promessa e ogni polemica
Senza polemica (Senza polemica)
Senza polemica almeno sta volta
Non voglio chiudere sta storia sbattendo la porta
(Senza polemica)
E poco importa se così sarebbe facile
Lavarsi la coscienza con le lacrime
Ma questa sembra l'ultima puntata delle fiction
Quelle in cui i protagonisti
Spengono le luci e se ne vanno tristi
(Senza polemica)
Mentre scorrono i flashback e le scene più belle
Mi tengo quelle, il resto non mi serve più
E le foto dei tuoi viaggi
I vinili che hai portato dall'America
(Non c'è di che, tienili te)
E l'accappatoio a scacchi
Il cibo per i gatti e la domenica
(Non c'è di che, tienili te)
E quello stronzo di tuo padre
Che se mi vede poi mi evita
(Non c'è di che, tienili te)
Per tutto ciò che non abbiamo fatto
Ogni promessa e ogni polemica
Senza polemica
Lo so che il poco che lascio
Sicuro non basterà
Però il pezzo di strada che ho fatto (Con te)
Non si cancellerà
E le foto dei tuoi viaggi
I vinili che hai portato dall'America
(Non c'è di che, tienili te)
E l'accappatoio a scacchi
Il cibo per i gatti e la domenica
(Non c'è di che, tienili te)
E quello stronzo di tuo padre
Che se mi vede poi mi evita
(Non c'è di che, tienili te)
Per tutto ciò che non abbiamo fatto
Ogni promessa e ogni polemica
Senza polemica
(Senza polemica
Senza polemica
Senza polemica
Senza polemica
Senza polemica
Senza polemica
Senza polemica
Senza polemica)
Significato
Una relazione arriva al capolinea e non si può più tornare indietro. Con Non C’è di Che, Willie Peyote racconta la fine di una storia d’amore nel modo più lucido e maturo possibile. La nave affonda a notte fonda. Nessuna spiegazione serve più, conta solo prendere atto della realtà.
Nessun rancore e niente scuse
Il protagonista decide di non usare i soliti trucchetti da ex. Non cercherà scuse per farsi riaprire la porta. Non andrà a reclamare oggetti dimenticati nell’appartamento. Nel suo cuore non c’è più spazio per il risentimento. Il passato è stato bello, ma ora appartiene al ricordo.
Arriva il momento di dividere le vite e lasciare andare le cose materiali. Fotografie di viaggi, vinili preziosi, accappatoi e persino i rapporti tesi con la famiglia di lei. L’invito è chiaro: tieni tutto tu. Non c’è debito, non c’è credito, non c’è conto da saldare.
Il finale senza sbattere la porta
L’addio somiglia all’ultima puntata di una serie televisiva. I protagonisti spengono la luce e se ne vanno tristi, senza sceneggiate inutili. Sarebbe facile sfogarsi piangendo o gridando. La vera sfida è chiudere senza polemiche, salvando solo i flashback dei momenti migliori.
Resta la consapevolezza di ciò che è stato condiviso. Forse ciò che rimane non sembra abbastanza per consolare. Eppure, quel pezzo di strada percorso insieme non si cancellerà mai. Si volta pagina con dignità, lasciandosi alle spalle promesse mancate e rimpianti.
