ARTISTA: Bambole di Pezza
TITOLO: Settembre
ETICHETTA: Emi
CASA DISCOGRAFICA: Universal Music Italia S.r.l.
AUTORI: Martina Ungarelli, Lisa Cerri, Federica Rossi, Caterina Alessandra Dolci, Daniela Piccirillo, Nicolò Restaini
GENERE: Pop
ISRC: ITUM72600183
RADIO DATE: 18/09/2026 — IN ROTAZIONE SU RADIO SOUND
“Sai che mi frega se l’estate passa
Se l’orizzonte è più buio che mai
Se torna settembre, e non si dovrebbe
Ma tu dimmi per sempre”
Dopo un’estate ricca di concerti e appuntamenti dal vivo, le Bambole di Pezza tornano con la loro musica presentando il singolo Settembre, disponibile da venerdì 18 settembre.
Il ritorno discografico con l’album 5
La traccia Settembre è estratta direttamente dall’album intitolato “5”, segnando un momento importante del percorso discografico della band.
Il brano racconta quella sensazione sospesa che accompagna la conclusione dell’estate e l’inizio di una nuova stagione, descrivendo il tempo che cambia, le abitudini che ripartono e il desiderio di lasciarsi alle spalle tutto ciò che non serve più.
Con il loro sound diretto, energico e profondamente personale, le Bambole di Pezza trasformano questa canzone in un nuovo capitolo artistico, confermando una cifra stilistica capace di unire attitudine rock, melodia e un punto di vista contemporaneo sulla realtà.
Ascolta Bambole di Pezza su Radio Sound
Richiedi “Settembre” o altre canzoni, tramite WhatsApp al numero 333 75 75 246 – SCRIVI e RICHIEDI
Video – Bambole di Pezza – Settembre
Scopri altra musica e metti “mi Piace” alla pagina Facebook di Radio Sound.
E sei vuoi informarti con le notizie di Piacenza, ti consigliamo di seguire la pagina FB di Piacenza 24.
Bambole di Pezza – Settembre
Testo – Lyrics
Na-na, na-na, na-na-na-na
Na-na, na-na, na-na-na-na
Na-na, na-na-na, na-na-na-na
Na-na, na-na
Oh no, oh no
Il vento mi porta via quello che ho
È l'amaro settembre
Dalla finestra di camera mia, io
Sono io, sono un'astronauta che guarda l'oblò
E tu una foglia leggera
Che il vento d'autunno si porta via
Cammino per strada tra incroci spenti
E una sigaretta fra i denti
Un'intermittenza, accesa, poi spenta
Uguale, diversa
Sai, non mi importa se le foglie cadono
Non mi importa se è grandine o se
È soffice neve o c'è un cataclisma
Se sei sotto l'ombrello con me
Sai che mi frega se l'estate passa
Se l'orizzontе è più buio che mai
Se torna settеmbre e non si dovrebbe
Ma tu dimmi: "Per sempre"
Oh no, oh no
Ero avvelenata, anche morta da un po'
Serve un salvagente
Per non affogare in questa apatia, mh-mh-mh
Non so, non so tu come hai fatto, ma hai scelto il mio cuore
E l'hai incerottato
Senza passare dall'infermeria
Cammino per strada tra incroci spenti
E una sigaretta fra i denti
Un'intermittenza, accesa, poi spenta
Uguale, diversa
Sai, non mi importa se le foglie cadono
Non mi importa se è grandine o se
È soffice neve o c'è un cataclisma
Se sei sotto l'ombrello con me
Sai che mi frega se l'estate passa
Se l'orizzonte è più buio che mai
Se torna settembre e non si dovrebbe
Ma tu dimmi: "Per sempre"
Sai che mi frega se l'estate passa
Se l'orizzonte è più buio che mai
Se torna settembre e non si dovrebbe
Ma tu dimmi: "Per sempre"
Significato
Con il brano Settembre, le Bambole di Pezza affrontano quel tipico momento di passaggio in cui la bella stagione scivola via, lasciando spazio a un senso di vuoto e malinconia. Il testo fotografa uno stato d’animo sospeso, paragonando chi osserva il cambio di stagione dalla propria stanza a un astronauta che guarda fuori da un oblò, isolato dal resto del mondo, mentre vede l’altra persona allontanarsi fragile e leggera come una foglia trascinata dal primo vento autunnale.
Le immagini urbane descrivono la solitudine quotidiana: strade deserte, semafori spenti e una sigaretta consumata a intermittenza raccontano una routine apatica e spenta. La protagonista ammette di essersi sentita a lungo inerte e quasi priva di vita, bisognosa di un appiglio per non sprofondare del tutto in un grigiore emotivo che sembrava non lasciare scampo.
A spezzare questo circolo vizioso interviene l’effetto salvifico di un legame sincero. Con una metafora tenera e diretta, la canzone racconta di un cuore ferito che viene riparato e incerottato sul momento, senza bisogno di passare per l’infermeria. È la presenza dell’altro a fare da scudo contro le intemperie, trasformandosi in una vera e propria ancora di salvezza capace di restituire calore e speranza.
Nel ritornello esplode così il messaggio centrale del pezzo: quando si condivide lo stesso riparo, il cattivo tempo non fa più paura. Che si tratti di pioggia, grandine o di un vero e proprio cataclisma interiore, la fine dell’estate perde il suo potere di ferire se affrontata insieme. Ciò che conta davvero è trovare la complicità e la certezza di una promessa capace di sfidare l’orizzonte più buio.
