ARTISTA: John Legend, Clipse
TITOLO: Bodies On the Floor
ETICHETTA: Island Records
CASA DISCOGRAFICA: Universal Music Italia S.r.l.
AUTORI: Terrence Thornton; Gene Thornton; John Stephens; Pharrell Williams; Samm Henshaw
GENERE: R&b
ISRC: USUG12600663
RADIO DATE: 23/10/2026 — IN ROTAZIONE SU RADIO SOUND
John Legend, artista vincitore di EGOT (Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award), cantante, autore e produttore multiplatino. Pubblica oggi il suo undicesimo album in studio intitolato “MUSE”, disponibile nei formati fisici CD e Vinile. Il progetto discografico include il nuovo singolo Bodies On the Floor. Realizzato insieme ai Clipse e da oggi in rotazione radiofonica in Italia. Il brano è accompagnato dal videoclip ufficiale. Già disponibile in esclusiva su Spotify per 48 ore e programmato su YouTube a partire da domenica 25 ottobre alle ore 18:00.
Cosa racconta il brano
Diretto da Paul Hunter, regista candidato ai GRAMMY e co-fondatore di PRETTYBIRD. Il video in bianco e nero racconta la storia di due amanti intrappolati in un rapporto segnato da sofferenza e continui ritorni. Al pianoforte, l’artista accompagna lo svolgersi della vicenda mentre il duo hip hop prende parte alla narrazione con le proprie strofe, rafforzando l’intensità del pezzo. Il testo del brano, scritto insieme a Samm Henshaw, trae ispirazione anche dalla serie crime MobLand.
Il linguaggio della guerra tra gang diventa una metafora delle dinamiche distruttive sentimentali, dove dolore e rivalsa convivono con un’attrazione inarrestabile. Descrivendo un ciclo feroce di violenza, ferite e tradimenti reciproci senza possibilità di rinunciare alla passione.
Ascolta John Legend e Clipse su Radio Sound
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La genesi del disco e la visione di Pharrell Williams
Le origini dell’opera risalgono alla partecipazione del cantautore a “Let God Sort ’Em Out”, disco del ritorno discografico del duo. La sua interpretazione nella traccia “The Birds Don’t Sing” ha spinto Pharrell Williams a concepire un intero progetto musicale modellato attorno alla sua vocalità. Da queste sessioni di scrittura e registrazione è scaturito un lavoro in cui l’impostazione classica si fonde con una produzione moderna. Bilanciando architetture orchestrali, ritmi contemporanei e variegate tradizioni sonore. Una prima anticipazione era già emersa attraverso “Pray For Ya”. Pezzo gospel ritmato scelto per accompagnare la sfilata uomo Autunno-Inverno 2026 di Louis Vuitton.
L’idea condivisa fin dal principio era quella di unire elementi cinematografici d’ispirazione classica a un immaginario suggestivo paragonabile a un James Bond in chiave black. Fondato su una scansione ritmica contemporanea. La tracklist si apre con la title track “Muse”. Che esplora le fasi di una relazione turbolenta tra desiderio, coinvolgimento e infedeltà, ambientata tra Parigi e il contesto artistico.
Con “Her” emergono atmosfere intime e nostalgiche legate alle radici d’ascolto dell’autore. Mentre “Get Back” esprime una componente soul profonda arricchita da sezioni di archi e fiati. La traccia “Are You OK?” affronta invece il confronto di coppia tra ironia ed empatia. Affiancandosi a brani già noti come le luminose atmosfere di “Daylight” e le riflessioni su perdita e resilienza presenti in “Fireflies”.
Il debutto a teatro con Imitation of Life
In concomitanza con la nuova uscita discografica. Il compositore amplia la propria attività debuttando nella scrittura di una partitura originale per il teatro con “Imitation of Life”. Frutto della coproduzione tra The Shed e National Black Theatre, lo spettacolo musicale andrà in scena in anteprima a New York il 21 novembre presso The Shed. Per poi debuttare ufficialmente il 3 dicembre con repliche previste fino al 3 gennaio 2027.
La produzione vede la partecipazione della vincitrice del Tony Award Adrienne Warren, un libretto firmato da Lynn Nottage e la regia di Whitney White. Con il musicista coinvolto anche come produttore insieme a Mike Jackson tramite Get Lifted Film Co. La narrazione adatta il celebre romanzo del 1933 di Fannie Hurst, focalizzandosi sulle vicende di due madri. Una nera e una bianca, intente a crescere le proprie figlie tra Atlantic City e New York negli anni Venti e Trenta.
Video: John Legend, Clipse – Bodies On the Floor
John Legend, Clipse – Bodies On the Floor

Testo – Lyrics: John Legend, Clipse – Bodies On the Floor
[John Legend]
Heard the sound of the sirens penetrating the silence
Are we doing this again? Tell me this is not how it ends
Broken glass on the counter
Not another encounter
We go round for round
Pound for pound
Over and over and over
After all we've lost
And all it cost
Something we does, can't afford to say
I can't keep repeating, so I'm retreating
I can't find the reason for me to stay
[John Legend]
Oh, and there's blood on the table
And bodies on the floor
It's a war, it's a war that I don't want to fight no more, yeah
Only Heaven can save us, stretch my hands to the Lord
Ayy, the choice is yours, it's a war that we don't have to fight no more
[Pusha T]
We can split the homes down the middle
Send them cars back to the dealers
The jury and the Chinchillas
You can take 'em with ya
I'm done chasing rainbows like Skittles
Every other text is a riddle
You can't be wrong and belittle
Tammy and Tamisha are no friends, they riding in your Benz
You listening to women with no men, that don't make no sense
You tryna find me guilty with no prints
[Malice]
What's a BFF to all these VVS's?
All your little girlfriends starting little messes
The only thing missing are their wedding dresses
While they was counting X's, you was counting blessings
You be sitting pretty, they happy with fifty-fifty
Imagine going half on the law, flaws out the city
Sometimes silence is way worse than violence
Feel like we on two different islands
[John Legend]
Oh, and there's blood on the table
And bodies on the floor
It's a war, it's a war that I don't want to fight no more, yeah
Only Heaven can save us, stretch my hands to the Lord
Ayy, the choice is yours, it's a war that we don't have to fight no more
[John Legend]
They say all is fair, and love and war
But what am I still jealous for?
I let you leave, but can't let you go
Is there someone else? I don't wanna know
Can't see those hands on your body
It's either me or nobody
But is the good work the bad?
Do I miss what we had?
So much that I need it right back
After all this time, can't get you off my mind
Maybe I drank too much and I just need you tonight
Late night call, do you miss me at all?
Get back together, know it when until the morning light
[John Legend]
Oh, and there's blood on the table
And bodies on the floor
It's a war, it's a war that I don't want to fight no more, yeah
Only Heaven can save us, stretch my hands to the Lord
Ayy, the choice is yours, it's a war that we don't have to fight no more
[John Legend]
Sayin' we don't have to fight no more
Oh, we don't have to fight no more
It's a war, it's a war that we don't want to fight no more
Traduzione
Ho sentito il suono delle sirene squarciare il silenzio
Lo stiamo rifacendo ancora? Dimmi che non finisce così
Vetro rotto sul bancone
Non un altro scontro
Andiamo avanti colpo su colpo
Faccia a faccia
Ancora e ancora e ancora
Dopo tutto ciò che abbiamo perso
E tutto ciò che è costato
C'è qualcosa che non possiamo permetterci di dire
Non posso continuare a ripetermi, quindi mi ritiro
Non riesco a trovare una ragione per restare
Oh, e c'è sangue sul tavolo
E corpi sul pavimento
È una guerra, è una guerra che non voglio più combattere, sì
Solo il Cielo può salvarci, tendo le mani al Signore
Ayy, la scelta è tua, è una guerra che non dobbiamo più combattere
Possiamo dividere le case a metà
Rimandare quelle auto ai concessionari
I gioielli e i cincillà
Puoi portarteli via con te
Ho chiuso con l'inseguire arcobaleni come le Skittles
Un messaggio sì e uno no è un indovinello
Non puoi avere torto e sminuire
Tammy e Tamisha non sono amiche, girano sulla tua Benz
Dai retta a donne senza un uomo, non ha alcun senso
Cerchi di trovarmi colpevole senza impronte digitali
Cos'è una migliore amica rispetto a tutti questi diamanti VVS?
Tutte le tue amichette che creano piccoli casini
L'unica cosa che manca loro è l'abito da sposa
Mentre loro contavano gli ex, tu contavi le benedizioni
Tu te ne stai lì bellissima, loro si accontentano del cinquanta e cinquanta
Immagina di dividere a metà con la legge, con tutti i difetti fuori città
A volte il silenzio è molto peggio della violenza
Sembra che siamo su due isole diverse
Oh, e c'è sangue sul tavolo
E corpi sul pavimento
È una guerra, è una guerra che non voglio più combattere, sì
Solo il Cielo può salvarci, tendo le mani al Signore
Ayy, la scelta è tua, è una guerra che non dobbiamo più combattere
Dicono che tutto sia lecito, in amore e in guerra
Ma allora di cosa sono ancora geloso?
Ti ho lasciata andare via, ma non riesco a lasciarti andare
C'è qualcun altro? Non lo voglio sapere
Non posso vedere quelle mani sul tuo corpo
O sono io o nessun altro
Ma il buono supera davvero il cattivo?
Mi manca ciò che avevamo?
Così tanto che ne ho bisogno subito indietro
Dopo tutto questo tempo, non riesco a toglierti dalla testa
Forse ho bevuto troppo e ho solo bisogno di te stanotte
Chiamata a notte fonda, ti manco almeno un po'?
Torniamo insieme, sapendo che durerà solo fino alla luce del mattino
Oh, e c'è sangue sul tavolo
E corpi sul pavimento
È una guerra, è una guerra che non voglio più combattere, sì
Solo il Cielo può salvarci, tendo le mani al Signore
Ayy, la scelta è tua, è una guerra che non dobbiamo più combattere
Dico che non dobbiamo più combattere
Oh, non dobbiamo più combattere
È una guerra, è una guerra che non vogliamo più combattere
Significato
Una relazione al capolinea può trasformarsi in un vero campo di battaglia. In Bodies On the Floor, John Legend e i Clipse raccontano proprio la fine dolorosa di un legame tossico. I vetri rotti e le sirene aprono la scena. I continui litigi logorano ogni certezza e non lasciano più spazio alla pace.
Le immagini del brano sono crude e potenti. Il sangue sul tavolo e i corpi a terra descrivono ferite interiori profonde. Non si tratta di violenza fisica, ma della distruzione emotiva causata dallo scontro. Nessuno vince in questa faida. A un certo punto, l’unica soluzione sensata diventa la resa.
Tra accuse, gelosie e silenzio
Le strofe hip-hop mostrano il lato pratico e amaro della rottura. Si parla di dividere le case, restituire le auto e spartire i beni materiali. Ma emergono anche rancori, messaggi ambigui e cattivi consigli esterni. Le parole feriscono, ma la freddezza fa ancora più male. Due persone finiscono così per sentirsi su isole lontane e separate.
Il finale rivela tutta la complessità del cuore umano. Anche se la battaglia è finita, la gelosia resta viva. Subentra la solitudine notturna e cresce la voglia di telefonare ancora. Eppure, il messaggio resta chiaro. Continuare a farsi del male è una scelta inutile. Bisogna deporre le armi per salvarsi.
